Riprendo le tematiche "tech" con questa brutta notizia, ormai data, discussa e immediatamente dimenticata dai network tradizionali e non.
Venerdì, 11 gennaio 2013, Aaron Swartz si è tolto al vita nella sua casa a Brooklyn, New York.
Ma la sua missione diventa ora quella di tutti. Di tutti quelli che vogliono la libertà digitale e sociale, credono in essa e, anche in piccolissima parte, contribuiscono alla sua diffusione, difesa ed affermazione.
Aaron Swartz era: un ragazzo, un sognatore, un genio, un hacker, un hacktivist; una persona intelligente, sensibile ai problemi sociali, determinata a contribuire per quello che lui riteneva il bene di tutti.
Ma purtroppo era anche braccato, preso di mira, vessato da governo, aziende e leggi inique; era anche affetto da depressione, che da sola non si crea nè basta a giustificare il gesto estremo.
C'è poco da tergiversare. Per dirla in modo un po' ironico (giusto per sdrammatizzare, non certo per deridere): "
L'hanno suicidato!"