C'è stato un tempo nel quale alcuni ragazzi provarono a capire. Un tempo nel quale si rifiutava la "pappa pronta", ma si provava a prepararsela da soli. Provando, sperimentando, leggendo e condividendo.
C'è stato un tempo nel quale 'hacking' significava anche "italiano", "imparare", "crescere", "dare" al popolo di internet.
Forse non è del tutto morto, quel tempo; può darsi che sotto alle ceneri, qualcosa ancora covi, aspettando un altro periodo propizio. Ma nel frattempo, dato che ricordare il passato aiuta a costruire il futuro, torniamo un po' indietro a quel tempo...
Molti lo ricorderanno, il panorama "cyber-teen" italiano non è sempre stato l'attuale desolante scenario di ragazzetti preoccupati solo di avere lo smartphone più figo - di cui comprendono ed utilizzano il 50% delle funzioni, quando va bene, salvo cambiarlo appena esce quello "ancora più figo" - e di condividere convulsamente foto che li facciano apparire fighi, spiritosi, eleganti ed interessanti; al più, mi pare che gli adolescenti di oggi arrivino a scaricare (quanti significati ed implicazioni dietro a questo termine!) delle crack, applicandole poi pedestremente e ritenendosi soddisfatti di aver rubato del codice, tanto per farlo dato che poi non lo comprendono e lo usano "dall'oggi al domani", visto che "dopodomani" ci sarà già qualcosa di più "cool" - vi prego, dovessi mai usare questa parola non in senso ironico e/o scanzonatorio, abbattetemi!







